Altamura sorge a 480 metri sull’Appennino sudorientale.

È il centro più popoloso dell’Alta Murgia con oltre 68 mila abitanti.

Gode di una vigorosa economia commerciale, agricola e manifatturiera, fortemente sviluppata dalle specializzazioni dell’artigianato e impostasi nei mercati mondiali grazie ai salottifici.
È salita alla ribalta internazionale nel 1993 grazie alla scoperta sensazionale del giacimento paleontologico di Lamalunga: uno scheletro umano intero e in ottimo stato di conservazione che risale a tre-quattrocentomila anni fa.

Ma Altamura come nasce, il suo nome cosa intende?
Dalla bella regina dei Mirmidoni, Altea, discenderebbe il nome primitivo della città, Altilia. Non meno suggestivo è l’altro etimo proposto: Alterum Ilium (=Altra Troia) per cui Altamura entrerebbe nel piano provvidenziale che, dopo la caduta di Troia, porta Enea alla fondazione di Roma.

Ma il dato archeologico essenziale è l’insediamento di una colonna peuceta - poi romanizzata - nello spazio delimitato dalla cinta muraria interna (V sec. a. C.), spazio allargato successivamente (IV sec. a.C.) e difeso da una cinta muraria esterna lunga 3670 metri.
Da qui il nome odierno di Alta-Mura.
Il volto nuovo dell’antico borgo si deve a Federico II di Svevia; lo conferma l’epigrafe sotto lo stemma biancorosso della citta: Federicus me reparavit.

Federico riorganizzò in maniera profonda e duratura l’assetto urbano di Altamura, privilegiando la città - gia centro di notevole vivacità economica e sociale prima del Mille - con la sontuosa Cattedrale cui è legato il suo nome, unico luogo di culto di cui abbia seguito le vicende anche dopo averne completato la costruzione.

E siamo alla terza decade del 1200.
Il tessuto urbano si sviluppa in una singolare trama di claustri (vicoli ciechi a cortile) su strade “basolate” che portano tutte all’arteria principale (Corso Federico II) e quindi alla Cattedrale.

Dall’epoca federiciana a oggi le vicende altamurane sono segnate dall’orgoglio per l’autonomia di governo della città: riscattata dagli stessi altamurani all’asta nel 1531, protetta dai sovrani contro i soprusi dei feudatari, difesa strenuamente nel 1799 durante l’assedio e l’incursione del cardinale Fabrizio Ruffo contro i giacobini. Alla difesa eroica del 1799 si riferisce il titolo di “Leonessa di Puglia”.