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	<title>Federico II di Svevia</title>
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		<title>Pane di Altamura DOP</title>
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		<description><![CDATA[Sapore unico e inimitabile frutto della tipica lavorazione artigianale, tramandata dall&#8217; antica tradizione, ma anche delle specifiche condizioni climatiche e ambientali in cui viene prodotto.
Il pane di Altamura e&#8217; ufficialmente il primo prodotto in Europa a fregiarsi del marchio DOP nella categoria merceologica &#8221;Panetteria e prodotti da forno&#8221;.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sapore unico e inimitabile frutto della tipica lavorazione artigianale, tramandata dall&#8217; antica tradizione, ma anche delle specifiche condizioni climatiche e ambientali in cui viene prodotto.<br />
Il pane di Altamura e&#8217; ufficialmente il primo prodotto in Europa a fregiarsi del marchio DOP nella categoria merceologica &#8221;Panetteria e prodotti da forno&#8221;.</p>

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		<title>L’uomo di Altamura</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 16:56:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Eclissatosi 250 mila anni fa nella grotta di Lamalunga, che lo ha conservato nel suo scrigno e lo ha consegnato a noi spregiudicati discendenti del terzo millennio, oggi l&#8217;Uomo di Altamura ritorna a calcare la scena.
Probabilmente allora non percepiva l&#8217;agguato che quella grotta gli tendeva.
Lo spaventava più la grandiosa voragine del Pulo, la cui calotta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Eclissatosi 250 mila anni fa nella grotta di Lamalunga</strong>, che lo ha conservato nel suo scrigno e lo ha consegnato a noi spregiudicati discendenti del terzo millennio, oggi l&#8217;Uomo di Altamura ritorna a calcare la scena.<br />
Probabilmente allora non percepiva l&#8217;agguato che quella grotta gli tendeva.<br />
<strong>Lo spaventava più la grandiosa voragine del Pulo, la cui calotta era improvvisamente sprofondata</strong>, aprendo al sole sulla parete settentrionale a strapiombo grandi cavità sgombre dai flussi pluviali, che diventarono i suoi ripari dalle fiere e dalle intemperie.<br />
Suoi coetanei abitavano la Murgia Franchini e avevano imparato a non avventurarsi, durante i periodi di piena, tra i canaloni gonfi d&#8217;acqua che confluivano nella grave di Farawalla.<br />
<strong>Leggende ancora vive raccontano di intere mandrie precipitate</strong>, con i loro pastori, nel buco nero di Farawalla e rinvenute dopo giorni e giorni nel golfo di Taranto.<br />
Nell&#8217;antico canalone di Lamalunga l&#8217;Uomo di Altamura fu travolto dalle acque e fu scaraventato, attraverso uno pozzo che intercettava una galleria di scorrimento, <strong>a 30 metri dalla superficie, nella sala principale della grotta</strong>.<br />
Una successiva piena lo trasportò in un ramo secondario di assorbimento, dove rimase incastrato tra le stalattiti.<br />
L&#8217;acqua lo sommerse e ricamò sul suo scheletro, con l&#8217;alabastro, merletti di concrezioni a &#8220;cavolfiore&#8221;.</p>
<p>Attraverso gli altri pozzi e sospinte dai flussi stagionali, numerose carcasse di animali raggiunsero la grotta. L&#8217;acqua le depositò col limo, l&#8217;argilla rossa e la sabbia negli anfratti più segreti.<br />
250 mila anni dopo il <strong>C.A.R.S. (Centro Altamurano Ricerche Speleologiche)</strong>, il giorno 07/10/1993, durante l&#8217;esplorazione della grotta di Lamalunga, fa una scoperta di rilevanza mondiale: &#8220;<strong>L&#8217;Uomo di Altamura</strong>&#8221; gli unici resti di scheletro umano intero del paleolitico.<br />
Ossatura calcarea formatasi 130 milioni di anni fa costituita dal calcare di Bari e calcare di Altamura, da rocce di origine calcareo-arenacee (i tufi mazzaro, cozzoso, salso) a cui si alternano argille, depositi alluvionali e terre rosse formatesi tra 1 milione e 2 mila anni fa, coltivabili e concentrate nelle lame.<br />
All&#8217;ispessimento sovraorbitale si contrappone infatti quello posteriore in prossimità della nuca, che rimanda a fossili umani più arcaici. La scoperta dell&#8217;ominide nella grotta di Lamalunga è riconducibile ad un maschio adulto di 160-165 centimetri.</p>
<p><strong>E&#8217; integro nella struttura scheletrica ed è in ottimo stato di conservazione</strong>.</p>
<p>Sul suo cranio sono presenti sia i tratti arcaici che quelle trasformazioni morfologiche, stabilizzatesi nei neandertaliani, che consentono di collocarlo nel gruppo di fossili del Pleistocene Medio europeo, tra le forme di Homo erectus (400 mila anni) e le forme di Homo di Neanderthal(85 mila anni), in una fase di passaggio stimata intorno a 250 mila anni fa.</p>

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		<title>Le orme dei dinosauri</title>
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		<description><![CDATA[A soli quattro chilometri dal centro abitato, sulla via per Santeramo, in una cava situata in località Pontrelli, sono state rinvenute orme di dinosauri fossilizzate in una massa calcarea.
Si tratta di centinaia di impronte di dimensioni variabili appartenenti ad almeno a 5 diverse specie di Dinosauri sia erbivori che carnivori.
Le impronte fossili, cioè le piste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A soli quattro chilometri dal centro abitato, sulla via per Santeramo, in una cava situata in località Pontrelli, sono state rinvenute orme di dinosauri fossilizzate in una massa calcarea.<br />
Si tratta di centinaia di impronte di dimensioni variabili appartenenti ad almeno a 5 diverse specie di Dinosauri sia erbivori che carnivori.</p>
<p>Le impronte fossili, cioè le piste di spostamento lasciate dagli animali e conservate nei sedimenti della crosta terrestre, possono aiutare a dedurre l&#8217;andatura e le caratteristiche comportamentali di una data specie.</p>
<p>Le orme, opportunamente interpretate, ci aiutano a capire ad esempio se gli animali che le hanno lasciate vivevano in branco o se erano solitari, come curavano la prole, e cosi via.<br />
Tracce fossili del genere ce ne sono in tutto il mondo, ma l&#8217;eccellente qualità dello stato di conservazione, il numero elevato e l&#8217;altissima biodiversità rendono il sito di Altamura unico al mondo.<br />
La scoperta è assolutamente straordinaria non solo per la quantità e la qualità delle impronte, ma anche perché potrebbe essere modificata la paleogeografia del Cretacico dell&#8217;area Mediterranea.</p>

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		<title>Il Pulo</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 16:43:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A 9 km. da Altamura, nel mezzo dell&#8217;altopiano delle Murge, si apre quella che sembra una profonda voragine.
Il nome esatto è Pulo, vera e propria dolina di origine carsica del tipo a scodella, creatasi per il convogliare delle acque piovane proprio in questo punto.
Si è così creata una depressione di forma più o meno circolare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A 9 km. da Altamura, nel mezzo dell&#8217;altopiano delle Murge, si apre quella che sembra una profonda voragine.</p>
<p>Il nome esatto è Pulo, vera e propria dolina di origine carsica del tipo a scodella, creatasi per il convogliare delle acque piovane proprio in questo punto.<br />
Si è così creata una depressione di forma più o meno circolare il cui diametro è di circa 500 m. con una profondità massima di 75 metri. Lungo le pareti, in alcuni punti molto ripide, si sono create grotte e anfratti che indicano i diversi livelli di scavo delle acque.</p>
<p>Queste grotte rappresentano un vero e proprio patrimonio archeologico perché furono abitate sin dalle età più antiche della preistoria.<br />
Alla base si apre un inghiottitoio, la Grotta del Pulo, profonda 30 metri, visitabile solo da speleologi.</p>
<p>Il carsismo ipogeo, sotterraneo, è di casa qui nel territorio di Altamura.</p>

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		<title>La Cattedrale</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 16:38:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Cattedrale, dedicata a S.Maria Assunta, fu costruita da Federico II, contemporaneamente alla fondazione della città, tra il 1232 e il 1254. Parzialmente distrutta, forse da un terremoto, venne ricostruita nel 1316.
Una lapide murata al di sopra della porta angioina, protetta da un cancello di ferro, sta a ricordarci la rovina del Tempio avvenuta sotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Cattedrale, dedicata a <strong>S.Maria Assunta</strong>, fu costruita da Federico II, contemporaneamente alla fondazione della città, tra il <strong>1232</strong> e il <strong>1254</strong>. Parzialmente distrutta, forse da un terremoto, venne ricostruita nel <strong>1316</strong>.<br />
Una lapide murata al di sopra della porta angioina, protetta da un cancello di ferro, sta a ricordarci la rovina del Tempio avvenuta sotto il governo di Roberto D&#8217;Angiò. La sua ricostruzione fu affidata ai figli di certo Consiglio di Bitonto, maestro d&#8217;arte.</p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>L&#8217;ESTERNO</strong></span><br />
E&#8217; un complesso architettonico piacevole per perfezione, leggerezza e agilità, di uno stile discusso e variamente classificato, non certamente puro, ma costituito da un insieme di elementi architettonici così ben coordinati fra loro da offrire nell&#8217;insieme una bellezza armonica ed unitaria. L&#8217;originario stile <strong>romanico-pugliese</strong>, da alcuni classificato più propriamente &#8220;federiciano&#8221; per l&#8217;impronta personale e geniale di Federico II e anche per il fatto che la cattedrale di Altamura è l&#8217;unica costruita per suo volere, si osserva meglio sulla fiancata destra scandita da sette arcate e ornata di un bel portale eretto dal re Roberto d&#8217;Angiò.<br />
La <strong>porta angioina</strong>, sulla fiancata settentrionale, risale al <strong>1316</strong>, cioè alla ricostruzione dopo il crollo dello spigolo a nord-est. E&#8217; opera dei figli di Mastro Consiglio di Bitonto. Veniva chiamata &#8220;porta delle spezie&#8221; quando il mercato quotidiano si svolgeva in piazza.<br />
Nel <strong>1485</strong> il titolo della Cattedrale fu elevato a Collegiata Insigne e ne conseguì un ampliamento nella parte ovest per dare spazio al nuovo clero. Il prolungamento consentì, quindi, la presenza del presbiterio e del coro.<br />
Nel <strong>1534</strong> la bellissima <strong>porta principale</strong> (metà del XIV secolo) fu situata nella facciata opposta e il campanile venne così a trovarsi davanti. Intorno al <strong>1560</strong> si aggiunge un campanile simmestrico sulla nuova facciata, nel <strong>1587</strong> vengono allungati entrambi i campanili e nel <strong>1729</strong> si aggiungono le cuspidi. Gli animali esotoci posti sulla facciata a sinistra vennero trasferiti dalla facciata originale federiciana.<br />
Commissionati dal prelato Niccolò Sapio, i maestosi <strong>leoni</strong> che fanno la guardia al portale furono scolpiti da Mastro Antonio da Andria nel <strong>1533</strong>. Si noti che il leone di sinistra (di chi guarda dall&#8217;esterno) resse meno bene al peso della colonna, per cui fu necessario incuneargli un blocco di pietra sotto il ventre.<br />
In anni successivi il pavimento fu rifatto in marmo e con marmo e indorature furono rivestite le colonne e le altre parti.</p>
<p>Nel <strong>1858</strong> al posto del Sedile si costruisce la <strong>Torre dell&#8217;orologio</strong> in stile neo-gotico.<br />
La bellezza originaria è però rimasta inalterata: sono da ammirare l&#8217;elegante <strong>facciata</strong> principale ad arco acuto dominata da due imponenti campanili, il superbo <strong>portale</strong> del XIV-XV secolo definito &#8220;il più ricco di Puglia&#8221; e tra i più importanti della regione, lo stupendo <strong>rosone</strong> trecentesco, a 15 raggi, partendo dall&#8217;<em>Agnus Dei</em> centrale, con archetti terminali entro triplice ghiera riccamente scolpita.<br />
Gli stemmi che sovrastano il portale leggermente ogivale, sotto la cuspide, testimoniano la committenza angioina del capostipite di tutti i portali meridionali. Vi si racconta la missione del Cristo leggendo dal basso verso l&#8217;alto. La lunetta riprende l&#8217;Annunciazione, la maternità divina dell&#8217;Assunta e, nella predella sottostante, l&#8217;Ultima Cena.<br />
Sulla facciata è presente il grande stemma dell&#8217;imperatore Carlo V (1500-1558), con l&#8217;aquila bicipite degli Asburgo.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>L&#8217;INTERNO</strong></span></p>
<p>E&#8217; a tre navate e sotto la veste ottocentesca, presenta la struttura originaria con le colonne snelle, i preziosi capitelli, le colonnine degli antichi matronei e le ricche sculture che coronano tute le porte e le finestre. Si conservano numerose e preziose opere d&#8217;arte che ricordano anche il tributo di fede offerto da sovrani, signori e umile gente:</p>
<ul class="unIndentedList">
<li> un pregevole <strong>coro</strong> intarsiato del <strong>1543</strong>, opera di maestri napoletani, formato da 64 stalli in noce e diversi uno dall&#8217;altro, che offrono una carrellata straordinaria di tutto il Cristianesimo;</li>
<li> la <strong>Conversione di S.Paolo</strong>, quadro di Domenico Morelli (1876 - terza cappella);</li>
<li> l&#8217;<strong>Assunta</strong>, protettrice di Altamura, una grande tavola in noce dietro l&#8217;altare maggiore eseguita dal maestro napoletano Leonardo Castellani nel <strong>1546</strong>, deturpata e più volte restaurata. Il dipinto originale era alto 7,50 metri e largo 4. Quaranta altamurani lo trasportarono a spalla dal porto di Trani, dove era arrivato su una nave da Napoli. Il taglio infelice di 1,50 metri dalla parte alta del quadro avvenne nel 1793 per sistemarlo nella nuova cornice di marmo;</li>
<li> l&#8217;<strong>Acquasantiera</strong> in marmo, scolpita in stile barocco nel 1735;</li>
<li> il <strong>Pulpito</strong> cinquecentesco in legno scolpito;</li>
<li> l&#8217;<strong>Ambone</strong> in pietra su colonnine e con pannelli su cui sono scolpite scene della vita di Cristo;</li>
<li> l&#8217;<strong>Armadio della Sacrestia</strong> del 1543 in legno di noce.</li>
<li> L&#8217;<strong>altare maggiore</strong>, in marmo, è del <strong>1793</strong>.</li>
</ul>
<p>I serafini sui fianchi sono opera dello scultore napoletano Francesco Evangelista (1879). Particolarmente grazioso è l&#8217;angelo di destra, assorto nell&#8217;offerta solenne di rose. Nella sagrestia è un grande armadio a muro in noce con intarsi del <strong>1547</strong>.<br />
Nel <strong>1587</strong> il prete altamurano Iacobuzio de Cobutiis fece scolpire da maestranze locali il <strong>presepio</strong> in pietra altamurana dipinta. Predispose anche il privilegio perpetuo della cappella. Le stalattiti provengono dalle grotte carsiche molto frequenti nel territorio circostante. La cappella che ospita il presepio fu prima sacrestia; dopo l&#8217;inversione della facciata fu dedicata alla Madonna di Costantinopoli, quindi all&#8217;altare del SS.Sacramento.</p>

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		<title>La Città di Altamura</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 16:21:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Altamura sorge a 480 metri sull&#8217;Appennino sudorientale.
È il centro più popoloso dell&#8217;Alta Murgia con oltre 68 mila abitanti.
Gode di una vigorosa economia commerciale, agricola e manifatturiera, fortemente sviluppata dalle specializzazioni dell&#8217;artigianato e impostasi nei mercati mondiali grazie ai salottifici.
È salita alla ribalta internazionale nel 1993 grazie alla scoperta sensazionale del giacimento paleontologico di Lamalunga: uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Altamura sorge a 480 metri sull&#8217;Appennino sudorientale.</p>
<p>È il centro più popoloso dell&#8217;Alta Murgia con oltre 68 mila abitanti.</p>
<p>Gode di una vigorosa economia commerciale, agricola e manifatturiera, fortemente sviluppata dalle specializzazioni dell&#8217;artigianato e impostasi nei mercati mondiali grazie ai salottifici.<br />
È salita alla ribalta internazionale nel 1993 grazie alla scoperta sensazionale del giacimento paleontologico di Lamalunga: uno scheletro umano intero e in ottimo stato di conservazione che risale a tre-quattrocentomila anni fa.</p>
<p>Ma Altamura come nasce, il suo nome cosa intende?<br />
Dalla bella regina dei Mirmidoni, Altea, discenderebbe il nome primitivo della città, Altilia. Non meno suggestivo è l&#8217;altro etimo proposto: Alterum Ilium (=Altra Troia) per cui Altamura entrerebbe nel piano provvidenziale che, dopo la caduta di Troia, porta Enea alla fondazione di Roma.</p>
<p>Ma il dato archeologico essenziale è l&#8217;insediamento di una colonna peuceta - poi romanizzata - nello spazio delimitato dalla cinta muraria interna (V sec. a. C.), spazio allargato successivamente (IV sec. a.C.) e difeso da una cinta muraria esterna lunga 3670 metri.<br />
Da qui il nome odierno di Alta-Mura.<br />
Il volto nuovo dell&#8217;antico borgo si deve a Federico II di Svevia; lo conferma l&#8217;epigrafe sotto lo stemma biancorosso della citta: Federicus me reparavit.</p>
<p>Federico riorganizzò in maniera profonda e duratura l&#8217;assetto urbano di Altamura, privilegiando la città - gia centro di notevole vivacità economica e sociale prima del Mille - con la sontuosa Cattedrale cui è legato il suo nome, unico luogo di culto di cui abbia seguito le vicende anche dopo averne completato la costruzione.</p>
<p>E siamo alla terza decade del 1200.<br />
Il tessuto urbano si sviluppa in una singolare trama di claustri (vicoli ciechi a cortile) su strade &#8220;basolate&#8221; che portano tutte all&#8217;arteria principale (Corso Federico II) e quindi alla Cattedrale.</p>
<p>Dall&#8217;epoca federiciana a oggi le vicende altamurane sono segnate dall&#8217;orgoglio per l&#8217;autonomia di governo della città: riscattata dagli stessi altamurani all&#8217;asta nel 1531, protetta dai sovrani contro i soprusi dei feudatari, difesa strenuamente nel 1799 durante l&#8217;assedio e l&#8217;incursione del cardinale Fabrizio Ruffo contro i giacobini. Alla difesa eroica del 1799 si riferisce il titolo di &#8220;Leonessa di Puglia&#8221;.</p>

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